martedì 8 novembre 2011

From up on Poppy Hill - Kokuriko zaka Kara

Il primo novembre in occasione del Festival del Cinema di Roma, ho avuto la grande fortuna di poter assistere alla prima europea dell'ultimissima opera dello Studio Ghibli, proiettato in lingua originale e sottotitolato in inglese e italiano. Mi riferisco al film di animazione Kokuriko zaka Kara (コクリコ坂から), scritto da Hayao Miyazaki e diretto dal figlio Goro Miyazaki, uscito nelle sale giapponesi nel luglio 2011. Il film ambientato durante il dopoguerra nell'isola di Yokohama, racconta la storia di due ragazzi e della loro vita quotidiana, principalmente scolastica. I due protagonisti si conosceranno infatti proprio a scuola.
Umi, questo il nome della ragazza, avrà modo di notare Shun grazie alla bravata che il ragazzo mette in atto per attirare l'attenzione sulla protesta contro la decisione di demolire il "Quartiere Latino", edificio storico e sede dei club culturali scolastici. Inizia una storia di sguardi e complicità che aprirà la strada all'amore. Ma una triste ombra dal passato, che Shun definirà "un melodramma da due soldi", pare negare ai due ragazzi la felicità.


Un bellissimo film, che non tratta i classici temi dello Studio Ghibli, come il rapporto con la natura e la magia, ma offre uno sguardo su un periodo di grande trasformazione del Giappone, seppure attraverso l'ottica intimista dei giovani protagonisti. Bellissimi i disegni, particolarmente affascinante l'ambientazione del Quartiere Latino, e coinvolgente l'accompagnamento musicale. QUI trovate un video dove vedere il trailer e sentire parte del tema portante. Un'opera speciale che resta nel cuore dello spettatore più attento. Speriamo di vederlo presto anche in Italia.

 

mercoledì 2 novembre 2011

Bandai Building Asakusa

Ho scelto come base per il mio secondo viaggio in Giappone una ryokan ad Asakusa, perché trovo sia uno dei quartieri più belli e tradizionali, dove ci sono molti templi e parchi, ma non mancano i negozi e abbondano i ristorantini di tutti i tipi. Puoi passare anche giorni interi a esplorare un quartiere così. Un giorno di pioggia non volendo rimanere chiuso in camera ma non volendo allontanarmi troppo mi sono messo a gironzolare nei dintorni di Asakusa, senza meta. Camminando camminando a un incrocio alla mia destra il mio sguardo è attirato da... un Doraemon gigante!
E guardando meglio c'era anche un Cinnamonroll seduto su una sedia e diversi altri personaggi! Si si, camminando camminando ero arrivato al palazzo della Bandai, niente meno, molto esaltato ho sfoderato la macchina fotografica e ho fatto qualche foto, poi mi sono attaccato alle vetrine, dove facevano bella mostra sugli scaffali espositori action figure, bento, miniature, portachiavi, gashapon, giochi e gadget di ogni tipo dei personaggi più svariati prodotti dalla bandai, tra cui Keroro, Sailor Moon, Dragon Ball, Power Ranger e molti altri, che dire, un piccolo paradiso storico del collezionista otaku italiano a Tokyo. 
Una così vasta collezione da stordire e far girare la testa.. Se capitate ad Asakusa, e ci capiterete per forza se siete al primo viaggio, e non avete niente da fare, fateci un giretto e vi rallegrerà, soprattutto fare qualche foto insieme ai personaggi giganti che sono all'esterno dell edificio! 
Prendete la strada direttamente di fronte al Kaminari-mon e proseguite fino ad un grande incrocio, non svoltate ma attraversate e continuate dritti prendendo la Edo Dori, proseguite un po' su questa strada e troverete il palazzo della Bandai alla vostra destra.

mercoledì 26 ottobre 2011

Karigurashi no Arrietti

Qualche giorno fa sono andato a vedere il film di animazione Karigurashi no Arrietti, una delle ultime fatiche dello Studio Ghibli, uscito in questi giorni in Italia con il poco originale titolo Arrietty Il Mondo Segreto Sotto il Pavimento. Il film arriva in Italia con un ritardo di un anno, esce infatti nel 2010 in Giappone ma, è meglio tardi che mai, visto che raramente vengono importati i film di animazione giapponese nel nostro paese, inoltre per un opera dello Studio Ghibli vale ben la pena di aspettare!
Arrietti racconta la storia di una famiglia di "prendi in prestito", un eufemismo se vogliamo, per non definirli ladruncoli. Sono piccoli esserini del tutto simili agli esseri umani ma grandi quanto uno gnomo, vivono in una casa in miniatura che si sono costruiti sotto una casa umana, e la notte escono in missione per "prendere in prestito" quello che gli serve per vivere, hanno comunque tutte le comodità, acqua, gas e luce elettrica. Anche in questa opera lo Studio Ghibli si distingue per l'altissima qualità delle animazioni, la fluidità delle immagini e la vividezza dei colori. Il tocco del grande maestro Hayao Miyazaki nella sceneggiatura e l'estrema cura nella realizzazione lo rendono un capolavoro dell'animazione, riportando lo spettatore un po' alle atmosfere di Totoro. 
La colonna sonora è curata e cantata dalla cantante bretone Cécile Corbel, un'opera musicale di rara delicatezza e una melodia che rapisce. Incantevole la canzone che accompagna i crediti, la si apprezza anche in inglese, francese e italiano. Un film unico da non perdere soprattutto per chi apprezza il classico stile e l'indimenticabile character design dello Studio Ghibli! Se non conoscete lo Hayao Miyazaki questa è una buona occasione per cominciare, non ve lo perdete. Presto l'uscita in dvd per la Lucky Red.

giovedì 20 ottobre 2011

Umeboshi

L'umeboshi è in poche parole una prugna sotto sale, il suo gusto agrodolce è molto particolare e completamente distante dai sapori nostrani. In genere l'umeboshi non è molto apprezzata dal palato dei non giapponesi. Personalmente devo ammettere che non mi piace, il forte gusto salato unito a quello del frutto e la consistenza molliccia  non mi fa impazzire, ma i giapponesi la mangiano e gli piace pure, secondo me è un gusto acquisito come il caffè per intenderci. 
In Giappone soprattutto in primavera non è difficile trovare molti prodotti all'ume, come i KitKat o le caramelle e altre preparazioni. L'uso più tradizionale è inserire al centro in un onigiri una umeboshi e servirlo cosi, oppure metterne una sopra una porzione di riso. Non è raro vedere in manga e anime uno dei protagonisti che mangia una polpettina di riso con una umeboshi al centro. Se volete fare un tentativo e acquistarne qualcuna qui le trovate.

Queste le ho acquistate nell'ultimo viaggio, ume monoporzione :)

sabato 15 ottobre 2011

Impariamo l'Hiragana con Miffy!

Learn Hiragana with Miffy. Ecco un testo per bambini, semplice semplice, che aiuta a imparare il primo dei due alfabeti sillabici giapponesi con l'aiuto di Miffy, un famoso personaggio considerato kawaii in Giappone. Insieme a Miffy si possono imparare le sillabe dell'Hiragana e una parola corrispondente formata con la sillaba studiata in quel momento, inoltre il libretto è tutto da colorare! All'inizio una tabella generale che contiene tutto l'alfabeto Hiragana, e per ogni sillaba una scheda da colorare con spazio per esercitarsi nella scrittura. Il gioco è sempre un ottimo modo per introdurre i rudimenti del giapponese ai bambini. 

Di Miffy si trovano molti oggetti e gadget che lo riproducono, come formine per biscotti, tazze, quaderni, peluches e soprattutto oggetti per la prima infanzia. 
Questo testo non è nuovo ma è facilmente reperibile, sarà sufficiente mettere il titolo sul motore di ricerca.

mercoledì 12 ottobre 2011

Istituto Giapponese di Cultura a Roma 日本文化会館

In uno dei post precedenti ho parlato dell'Istituto Italiano di Cultura a Tokyo, oggi voglio parlarvi del corrispettivo istituto ma giapponese in Italia. Oggi ho cominciato con la prima lezione il nuovo corso di lingua giapponese e quindi mi sembra l'occasione adatta per parlarvi di questa struttura.
Cominciamo con un po' di storia.. L'idea di realizzare un Istituto di Cultura Giapponese a Roma prende forma già negli anni trenta, periodo in cui la carica di ambasciatore del Giappone in Italia è ricoperta da Yoshida Shigeru, ma solo nel 1954 si raggiunge l'accordo ufficiale tra Italia e Giappone che permise nel 1961 di dare finalmente il via ai lavori di costruzione e nel dicembre 1962 viene inaugurato l'Istituto di Cultura Giapponese, primo nel suo genere all'estero. All'atto della sua fondazione Yoshida Shigeru, volle comporre personalmente l'iscrizione riportata sulla targa che ancora oggi è affissa all'ingresso dell'edificio ed è anche il logo dell'ente. 
L'edificio è una rielaborazione architettonica in chiave moderna dello stile Heian (794 d.C al 1195 d.C.), il materiale privilegiato per le costruzioni giapponesi di questo periodo ma non solo è il legno, l'architetto Yoshida Isoya pur usando prevalentemente cemento armato, ha comunque saputo mantenere un rigore storico riconoscibile tipico del periodo Heian, le lesene delle pareti esterne, il contrasto cromatico, le finestre a graticcio, il peristilio esterno e il grande ingresso si accompagnano agli interni dove gli elementi lignei la fanno da padrone con i caratteristici shoji (le porte scorrevoli in carta di riso) che di giorno donano una luce morbida e diffusa.
L'istituto è in parte circondato anche da un grande giardino su territorio in prestito dal comune di Roma secondo accordi diplomatici, progettato dall'architetto Nakajima Ken è stato il primo in Italia ad essere realizzato da un architetto giapponese. In vari periodi dell'anno è visitabile, ha un laghetto con cascata, rocce e alberi, passerelle e piccole isole e anfratti dove i pesciolini possono abilmente nascondersi. Una veranda con glicini offre la vista riparata dal sole durante le calde giornate romane, il paesaggio è punteggiato di pini nani, ciliegi, iris e lampade in pietra tradizionale. Questo giardino comprende quindi tutti gli elementi tradizionali del giardino giapponese in stile Sen'en (giardino con laghetto). 
Le iniziative e gli eventi organizzati mensilmente dall'Istituto di Cultura Giapponese sono i più vari, oltre ai corsi di lingua, sviluppati su diversi orari formule e giorni, regolarmente si svolgono mostre d'arte e fotografia, conferenze, proiezioni di film e animazione, concerti musicali e incontri di approfondimento culturale. Entrando si respira proprio l'aria del Giappone, è un po' come entrare in un ambasciata sai di essere a Roma ma non ti ci senti.. se siete da queste parti fateci un giro l'entrata è libera in quanto c'è quasi sempre una mostra nella grande sala centrale.


mercoledì 5 ottobre 2011

Pasti giapponesi 定食

Ecco altri succulenti piatti che ho mangiato in Giappone! L'ekibento con cui si aprono le immagini era semplicemnte favoloso, con tempura di gamberi come ripieno! Per quanto riguarda le altre foto, si tratta dei classici menu tutto compreso, quelli che chiamano teishoku 定食, se andate in un ristorante in Giappone quasi sempre troverete la vetrina esterna o alle volte interna, con le riproduzioni del cibo che propone il locale e tra questi vedrete dei vassoi che per una cifra forfait comprendono diverse pietanze servite tutte insieme. Questi menu completi sono anche in genere le soluzioni più economiche per mangiare diverse portate e in una quantità soddisfacente, senza contare che è molto semplice ordinare un udon teishoku un sashimi teishoku ecc piuttosto che fare un ordinazione composta da vari piatti. In linea di massima questi piatti comprendono sempre anche una ciotola di riso bollito e acqua fresca o the caldo a volontà. Non resta che dire Itadakimasu!

Ekibento, oishii!

Tonkatsu teishoku! Con riso bollito tazza di brodo e tofu.

Tonkatsu con kurry e riso e una tazza di zuppa di miso

Udon riso coperto di piccolissimi pesciolini bianchi e verdure fritte