martedì 29 settembre 2020

Nee Sensei, Shiranaino? ねぇ先生,知らないの?


Eccomi di nuovo qui a consigliare un dorama! Nee Sensei, shiranai no? è una mini serie di sole sei puntate. Un dorama a dire il vero per ragazze, di una storia d'amore, che procede anche lento, ma dove la protagonista è una mangaka. Alla fine lo ho visto tutto, ero curioso di sapere se lui alla fine ce la faceva... ma non svelo niente altrimenti si rovina l'unica cosa che spinge a vederlo. Nonostante questa descrizione, i protagonisti sono belli ed è carino da vedere a tempo perso ma senza pretese. 

Per vedere questo dorama, vi lascio il link del Sakura Koen Fansub, cercatelo nella loro sezione jdrama, conclusi. E ringrazio come sempre i vari fansub e in questo caso un ringraziamento più sentito al Sakura Koen Fansub, per il grande lavoro di divulgazione che fanno, che permette ai malati di Giappone come me e non di poter vedere delle bellissime serie!!

Quando vedo manga anime o dorama, incentrati sugli autori di manga e sulle loro vite (di stenti) mi chiedo sempre come sia possibile che in un paese come il Giappone, in cui il manga e tutto quello che ne deriva smuovono un enorme mercato, basti solo pensare al manga di successo che diventa anime, l'anime che diventa poi live action e film, il merchandising, cospaly, riviste, il mondo della musica ecc, come in tutto questo, gli autori prendono due soldi e fanno una vita alquanto miserabile. 

giovedì 10 settembre 2020

Agenda 2021 Moleskine & Maneki Neko


Mi è appena arrivata la nuova agenda 2021 della Moleskine! 

Per il 2020 il protagonista era Doraemon, quest'anno la linea 2021 è dedicata ai maneki neko. In diversi formati, varianti di copertina e anche con pagine bianche, sembra che l'omaggio al Giappone si rinnovi. All'interno il classico foglio con gli adesivi, un segnalibro e dietro la fascetta, altri maneki neko nascosti a sorpresa!



lunedì 31 agosto 2020

Tè freddo genmaicha e kukicha


E' estate e fa caldo... caldo.... Quindi cosa c'è di meglio di un tè freddo giapponese??? Quando sono a Bolzano, come sempre, non riesco mai a rinunciare a fare una visita a Peter's Tea House per comprare uno o due tè da portarmi a Roma. Sul sito due nuove proposte estive per te freddo e quindi sono andato subito a comprarne una confezione ognuno. Che dire, non ero molto convinto, pubblicizzato come tè istantaneo, con base matcha e da fare a freddo, non mi davano molta fiducia. Matcha-Genmaicha e Matcha-Kukicha, questi sono i gusti. Oggi ne ho aperto uno e lo ho provato, il kukicha per la precisione e contro ogni mia aspettativa il risultato è stato davvero gradevole. Un buon tè freddo di gusto molto giapponese e per niente finto o chimico. Quindi i tè estivi 2020 di Peter Tea House sono promossi!

giovedì 30 luglio 2020

Kaseifu no Mitazono

Sono andato a recuperare un dorama giapponese che avevo tralasciato, Kaseifu no Mitazono, assurdo e surreale, tratta di un'agenzia di domestiche che vengono chiamate all'occorrenza. Tutto bene se non fosse che tra queste domestiche ve ne è una molto particolare, un uomo travestito, che di certo non può passare per donna, ma nonostante tutto nessuno pare accorgersi di questa particolarità. 
Ovviamente la cosa di per sé crea già diverse situazioni divertenti, ma oltre a ciò, questa domestica particolare, non manca mai di fare pulizia non solo della casa in cui viene chiamata ma anche tra i proprietari, creando ogni puntata particolari interazioni e coinvolgimenti. Si va dal ladro che entrato in una casa per rubare e finisce per passare la giornata a fingere di essere il padre della bambina figlia del vero proprietario solo per farla felice, al ricco figlio erede della fortuna di famiglia che nasconde un baule di lingotti d'oro in casa fino al politico corrotto.
In tutte le case che visitano queste domestiche ad ore fin troppo zelanti svelano segreti, smascherano crimini e fanno giustizia su soprusi e corruzione.
Ogni episodio inoltre è impreziosito da tre diversi consigli per sbrigare in modo impeccabile le faccende domestiche.
Demenziale, assurdo, divertente. Consigliato!!

mercoledì 8 luglio 2020

Ed ecco uno dei miei ultimi acquisti! Funko-pop di Gojira! Un mini Godzillone simpaticissimo. E chi meglio di lui può rappresentare il mio adorato Giappone??

qui non riesce a resistere e si mangia un cioccolatino di Gudetama!

Servizio fotografico: meglio in blu...
.. o in verde?



venerdì 26 giugno 2020

Matcha!

Nel post precedente ho parlato della mia esperienza con il matcha in Italia. In questo post parlerò più specificatamente di questo tè.

Prima di tutto, qualche notizia storica su come e dove è nato il matcha. Anche se affonda le sue radici nel Giappone antico, questa bevanda, nasce sicuramente in Cina nel VIII secolo, dove i monaci zen ne facevano parte integrante del loro rituale buddista ben prima che esso fosse conosciuto in Giappone.
In quel periodo il Giappone era piuttosto attento alla cultura cinese e stava formando la propria identità architettonica, linguistica e religiosa. Alla Cina il Giappone guardava con un occhio non proprio disinteressato, siamo nella Heian jidai, l'epoca Heian, in questo lungo periodo di prosperità il Giappone forma le basi di quello che poi diventerà il Giappone moderno, e lo fa certo prendendo come base la fiorente cultura cinese di epoca Tang. E' durante questo periodo di fervore nipponico che un monaco giapponese, durante un viaggio studio in Cina, scopre le foglie del tè verde in polvere e riporta in patria i semi della pianta del tè, la Camelia Sinensis. 
Inizia quindi a diffondersi in Giappone il buddismo e con esso il matcha che veniva usato per aiutare la meditazione zen.
Come spesso accade in Giappone, il paese sviluppa ed elabora questo "nuovo" prodotto, il matcha, e lo fa proprio, mentre la Cina passa oltre con altri tè e lavorazioni, in Giappone entra nella vita comune diventando un fondamento essenziale del paese. Nel corso dei secoli la coltivazione del tè si diffuse in tutto il paese e alcune località si specializzarono nella produzione di tè in polvere, sviluppando e migliorando le tecniche di lavorazione e coltivazione, affinando sempre più il prodotto finale, fino ad arrivare a quello che oggi chiamiamo matcha. Grazie alla continua lavorazione e innovazione ai giorni nostri non è certo la Cina a detenere la migliore produzione e qualità di matcha ma il Giappone.

Matchamisù.
Il matcha è ormai super conosciuto nel mondo, ha oltrepassato i confini del Giappone ed è utilizzato in molte preparazioni dolciarie, bevande e qualche prodotto salato.

Proprio per la sua lavorazione, che conta molti passaggi, il prodotto finale è decisamente costoso, anche solo considerando che per produrre un kg di tè servono quattro kg di foglie fresche, per ottenere un kg di matcha ne servono almeno sei.

Ma vediamo quali sono i passaggi che permettono di arrivare ad avere questa polvere verde finissima.

Le piante del tè in primavera vengono coperte, in modo da lasciare passare solo una minima parte dei raggi solari, questo impedisce alla pianta di effettuare la fotosintesi, aumentando la produzione di teanina e riducendo i tannini (che causano il sapore amaro nel tè).
Si raccolgono poi solo le foglie più giovani, il passo successivo è la cottura a vapore che permette di fermare il processo di ossidazione e mantenere anche il colore verde brillante. Le foglie vengono fatte seccare, selezionate, rimossi gambi e impurità. Si passa quindi alla macinatura a pietra, che serve per ottenere una polvere finissima. 
Tutti questi processi avvengono a temperatura controllata con pochissima luce, per mantenere il colore verde e le proprietà organolettiche. Successivamente il matcha viene confezionato in un sacchetto protetto che non lascia passare la luce e sotto vuoto.

Oggi non vi è una chiara e univoca classificazione del matcha, si trovano solitamente diversi gradi, a seconda del venditore, ma fondamentalmente io li divido in due: per uso da cucina o per uso cerimoniale. Fra queste due ci sono un sacco di sfumature qualitative che i produttori assegnano a loro piacere. 
Si può notare la differenza tra un matcha di infima qualità, grigio
e uno di buona qualità, di colore verde.
Per uso culinario, è matcha di bassa qualità, nasce per l'esigenza di dare il gusto di matcha a preparazioni come torte, muffin o biscotti, ha un costo molto ridotto rispetto a quello da cerimonia. Il colore in questo caso non è verde brillante ma più spento.
Matcha da cerimonia, è un top quality, il migliore matcha reperibile e anche il più costoso. Viene usato per la cerimonia del tè, da cui prende il nome. Colore, profumo, umami sono ai livelli più alti possibili.
Il trucco è trovare una qualità mediana, che non sia matcha da cucina della peggior specie ma neanche quello da cerimonia super costoso, bisogna riuscire a stare nel mezzo. In quanto anche per fare dolci o bevande, è ovviamente preferibile usare del buon matcha, ne guadagnerà in sapore e colore. Se trovate del matcha che vi soddisfa a livello organolettico ma ha un colore spento, consiglio di mettere qualche goccia di colorante verde nella preparazione e risolverete il problema del risultato finale.

Matcha latte freddo.

Biscotti al matcha

martedì 26 maggio 2020

Matcha al supermercato?

Mi trovo qui a scrivere per raccontare la mia esperienza negativa sull'acquisto di matcha al supermercato in Italia. 
Acquisto sempre matcha quando vado in Giappone, tuttavia col tempo le mie scorte finiscono... Quando finisce è sempre un brutto momento!
La mia è stata una gradevole sorpresa quando in un supermercato ho visto fra i molti tè in bustina anche una confezione di matcha, a marca Everton. Utilizzando con piacere da tempo il tè verde in bustina di questa marca, ho acquistato il nuovo prodotto con entusiasmo! 
Dopo diverso tempo, ho iniziato ad utilizzarlo per farmi il matcha latte, ma ogni tentativo andava male. Non so perché non ho pensato subito ad accertarmi della qualità del matcha, dando piuttosto per scontato che sbagliassi qualcosa nella preparazione. 
Comunque, ad un certo punto sono andato a controllare il matcha e purtroppo ho capito che il problema non era certo nella mia preparazione, la polvere infatti era di un colore verde morto, ma la cosa più evidente era l'odore, acido e sgradevole. A malincuore, l'ho dovuto buttare.
Poco tempo dopo, nella zona degli alimenti orientali di uno dei supermercati della catena Auchan a Roma, ho acquistato un'altra confezione di matcha, cinese, questa volta in barattolo.
Arrivato a casa l'ho subito aperto sperando di aver trovato un prodotto accettabile ma, anche in questo caso, odore sgradevole e colore macilento. Via nel secchio anche questo...
Passa dell'altro tempo e mia madre, sapendo che utilizzo spesso il matcha, per farmi una sorpresa, mi ha acquistato e mandato quattro confezioni trovate al supermercato. Quando ho aperto il pacco ho visto le quattro confezioni di matcha, lo stesso che avevo già provato precedentemente, quello della Everton.
Il matcha è un prodotto piuttosto delicato, va venduto sotto vuoto, non sottoposto a shock termici e tenuto al buio. Quindi avevo la curiosità e la speranza di verificare le quattro nuove scatole, la prima provata molto tempo addietro poteva essere stata mal conservata e il matcha essersi rovinato.
Le ho aperte una dopo l'altra, sentendone l'aroma appena aperta la confezione, la zaffa acida e l'odore di irrancidito non lasciavano nemmeno la necessità di assaggiarlo. Tutte e quattro le confezioni erano uguali e tutte come la prima provata in precedenza.  Sono finite tutte nel secchio...

Quindi riassumendo, il matcha non è uno di quei prodotti su cui si può risparmiare, non lasciatevi attrarre da confezioni economiche. Se le trovate al supermercato, prendetene pure una se avete la curiosità, ma ricordate che il matcha quando aprite la confezione deve avere un buon profumo che ricorda l'erba tagliata, che fa immaginare subito qualcosa di verde e di natura, e avere possibilmente un colore verde brillante. 
Ovviamente il colore non è una legge fissa, mi è capitato più di una volta del matcha che non aveva un colore verde acceso ma era comunque buono di sapore e dal gradevole aroma. Di certo se aprite la confezione e sa di rancido, non vi disturbate nemmeno a provarlo, buttatelo e basta.
Così come il prezzo non denota necessariamente che faccia schifo, ho acquistato diverse volte matcha non giapponese, nei supermercati coreani o cinesi di Roma, e pur non essendo di alto livello era più che accettabile, almeno per l'utilizzo nei dolci. Diverso è se volete berlo "in purezza", in quel caso dovrete spendere parecchio per avere un matcha di qualità cerimonia. Ma visto che mi sono dilungato troppo, in un prossimo post parlerò nello specifico delle varie qualità di questo tè verde in polvere.

potete vedere in questa foto la differenza tra un matcha buono (quello in basso) e quello che è finito nel secchio (quello in alto) ...